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Visualizzazione dei post da giugno, 2008
L'Italia della miseria e del dovere cristiano “In questi paesi più nessuno credeva in Dio, non se ne curava affatto, non si ricordava di aver creduto; ciò era accaduto senza difficoltà, senza conflitti, senza violenza e pretesa di alcun genere, senza nemmeno una vera discussione, con la stessa facilità con cui un oggetto pesante, un tempo trattenuto da un impedimento esterno, torna alla sua posizione di equilibrio non appena lo si molla. Le credenze spirituali umane, mi dissi, erano forse lungi dall’essere quel blocco massiccio, solido, irrefutabile, che ci si raffigura di solito: forse esse erano invece nell’uomo ciò che c’era di più fugace, di più fragile, di più pronto a nascere e a morire. Michel Houllebecq – "Le possibilità di un’isola" Italia, chi siamo? Dov’era la tua povertà? Cos’era la nostra povertà? E i sogni dei nostri padri? (Pier Paolo Pasolini corre tra dune e immondizia a Sabaudia). E tutte le nostre miopie, le nostre meschinità? Dov’erano? L
TABÙ E SIGNORAGGIO: per chi lavoriamo? Tabù è parola utilizzata dai polinesiani animisti per indicare ciò che non può essere nemmeno nominato. E’ una “interdizione di carattere magico-religiosa verso persona, cosa o situazione considerata sacra”. All’antropologo Levi Strauss piacque il termine e lo introdusse nel vocabolario occidentale. Il tabù è un limite che una società si impone (o a cui viene imposto) per poter mantenere un certo grado di stabilità e poter durare a lungo. Oggi molti tabù sono stati sfatati, rimossi. Per fare un esempio, se una volta non si parlava del sesso in generale per pudore o per paura, oggi si parla e si mostra liberamente omosessualità, travestitismo, sadomasochismo, tradimenti, orgie, scambismo, ecc. Diciamo che ormai, sempre rimanendo in questo ambito, gli unici tabù non ancora superati rimangono pedofilia, gerontofilia, zoofilia, necrofilia e incesto. Ad ogni modo, a breve termine, diciamo nell’arco di cinquant’anni, saranno rimossi anche ques
Thank you Ireland Contro il Trattato di Lisbona. Contro l'Europa dei burocrati, dei massoni, dei banchieri. Da un articolo di Ida Magli apparso su Il Giornale il 7 giugno: « In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente all’esistenza delle nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all’esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l’atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il regno d’Italia. E’ un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin dall’inizio dell’operazione ‘Unione europea’ che bisognava tenerne all’oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di ‘politica’. Il Trattato di Lisbona è infatti una ‘visione del mondo’ universale, una teolo
Prove di trasmissione Troppe informazioni. Troppe conferme. Troppe ossessioni. Lasciatemi il tempo di sfogarmi. E’ un gioco pericoloso. Si rischia un braccio. O forse più. Mi interrogo sulla natura del Male. Per chi non ci crede, lasci perdere. Per chi crede solo nella vita come successione inutile di attimi, lasci perdere. Non farò perdere tempo a nessuno A nessuno giudico, eppure è più forte di me. Anestesia continua, la vita dei molti. E giudico me stesso, troppo, spesso troppo duramente. E qui già finisce la premessa. Il Male esiste. Se non esistesse, non saremmo qui a interrogarci. Per il solo semplice fatto che dubitiamo, esso esiste. Ma esiste in quanto allontanamento dal Bene. Il Bene assoluto. Non relativo. Il Bene eterno, immutabile, infinito. Supponiamo che l’Inferno non esista. Che non esista il Diavolo. Supponiamo che non esista punizioni o pene. Ciò significa che non esiste giustizia. Che senso ha vivere in un mondo da cui non si spera
Chi sono i pupari??? Ecco pubblicata la lista ufficiale dei partecipanti al Club Bilderberg 2008. Costoro decidono in una riunione supersegreta i destini del mondo. Nessun giornale nè telegiornale ne parla. Riprendo testualmente il commento del giornalista Maurizio Blondet sull’evento: “ Abbiamo qui 125 fra primi ministri, governatori di Banche Centrali, presidenti di multinazionali, re e regine europei, petrolieri, dirigenti della NATO, della UE e dell’ONU, analisti e docenti universitari di prima grandezza. Il fatto veramente curioso è - come fa notare Alex Jones, a cui dobbiamo l’elenco - è che ciascuno di questi personaggi, qualunque cosa faccia, di solito fa notizia sui giornali. Quando poi si riuniscono in gruppo, come al G-8, provocano titoloni di prima pagina e aperture dei TG. Ma qui c’è una riunione di più alto livello del G-8, eppure i media ne tacciono accuratamente. Una discrezione davvero insolita per la libera stampa occidentale. Nella lista c’è Flemming Ro